“IN CARCERE, SCOMODI” - Ed. Franco Angeli, Milano, 2007, € 16.

 

 

ll volontariato delle carceri è lì per dar voce a chi non ce l’ha, per ovvi motivi, che non è un’affermazione retorica e ancor meno di comodo, senza assolvere o condannare, ma con quel ruolo di stimolo e coscienza critica della societÓ, per promuovere nuove e più umane idee di giustizia che passano anche attraverso forme di intervento che privilegino modalitÓ di pace, quali l’istituto della mediazione nel settore penale per gli adulti, una nuova legislazione per i giovani-adulti, per parlare maggiormente di riconciliazione sociale, con un’attenzione e un coinvolgimento particolare rivolto alle vittime dei reati. L’atteggiamento è, pertanto, la ricerca paziente e consapevole di scelte che siano a favore di tutti, attraverso la cultura della condivisione, della testimonianza civile, di gioia e fatica, di tensione ed attenzione al soggetto umano.

Pertanto, ciò che connota le politiche del volontariato, che si interessa delle persone detenute e degli ex, oggi diventa sempre più chiaro: essere il volano di una crescita collettiva sulle tematiche della giustizia in Italia. Che significa anche maggiore capacitÓ dei volontari nell’intervento di servizio, forte dialogo ed incisivi e segnanti accordi con le istituzioni pubbliche e le agenzie private a tutti i livelli, incidenza sulle scelte operative e legislative per quanto riguarda le politiche della giustizia, ed infine crescita dei percorsi sociali di pace rivolti al territorio.