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BASTA DOLORE E ODIO. NO PRISON” - Livio Ferrari e Massimo Pavarini

Apogeo Editore, 2018, pagg. 354, € 15,00

 

Questo volume argomenta, a più voci, un secco no al carcere, quella gabbia per esseri umani istituzionalizzata in risposta a reali o supposte violazioni del contratto sociale. Il dire no al sistema carcerario deve essere compreso nel senso che la prigione non è ciò che si crede sia, infatti non è parte della soluzione al problema del crimine ma è parte del crimine stesso.

La Canadian Society of Friends (Società Canadese degli Amici), più spesso nota come i Quaccheri, è giunta a queste conclusioni già nel 1981 quando è stata votata una mozione per l’abolizione della prigione che conteneva, tra le altre intuizioni degne di nota, anche questa: “Il sistema carcerario è sia una causa che un risultato della violenza e della ingiustizia sociale. La storia conferma che la maggioranza dei carcerati sono stati emarginati ed oppressi. È sempre più chiaro che l’imprigionamento di esseri umani, così come la loro schiavizzazione è intrinsecamente immorale e distruttiva sia per chi imprigiona che per gli imprigionati“. Non ci sono alternative morali all’abolizione del carcere perché la crudeltà della condanna al carcere è un fatto innegabile. Un altro fatto innegabile è che non si può trovare la verità sulla prigione nelle relazioni governative e nelle promesse elettorali. La verità sulle prigioni sta nella conoscenza della carcerazione vissuta in tutto il mondo, dall’esperienza della stragrande maggioranza dei più di dieci milioni di carcerati del pianeta, costretti in spazi angusti, con gabinetti sporchi e pasti scadenti, in condizioni che alimentano la cattiveria, le malattie e la paura costante. Di fronte a questa situazione di esperienze di vita vissuta il no verso questo luogo di vendetta e odio è totale, tutto il resto sono solo pubbliche relazioni per un business a danno dei poveri, propaganda, negazione, ingenuità o soltanto finzione.

Nel volume, oltre al manifesto “No Prison” scritto da Livio Ferrari e Massimo Pavarini, si trovano una serie di capitoli scritti da: Stefano Anastasia, Deborah H. Drake, Johannes Feest, Livio Ferrari, Ricardo Genelhu, Hedda Giertsen, Thomas Mathiesen, Giuseppe Mosconi, Massimo Pavarini, Gwenola Ricordeau, Vincenzo Ruggiero, Simone Santorso, Sebastian Scheerer, David Scott.